L'importanza del lavoro lento nell'apprendimento

Tutti i maestri sognano allievi "carichi" e pieni di passione! Eh certo, chi non vorrebbe una classe piena di studenti che "tirano", che alimentano l'energia del corso grazie alla loro passione?!

Ma allo stesso tempo, quella stessa energia, se non usata nel modo coretto, può essere controproducente agli allievi stessi; eh già, tutti gli studenti vorrebbero poter subito eseguire una tecnica in maniera precisa e velocissima... purtroppo le cose non sono così semplici!

Non esiste arte marziale, sport da combattimento o disciplina di autodifesa che non abbia in comune una cosa: dobbiamo dare al nostro corpo il tempo di apprendere una cosa nuova! E questo vale per qualsiasi disciplina, dal corso di Ju Jitsu fino ad arrivare a krav maga.

lavoro sulla tecnica del Sasae al nostro corso di Ju Jitsu Tactical a Bologna

Insegnare un nuovo schema motorio al nostro corpo è tutt'altro che semplice: imparare un movimento non è come disegnare una mappa per poi seguirla le volte successive! La "mappa del movimento" diventa permanente solo grazie a continue ripetizioni; in questo modo, lo schema motorio viene "salvato" nella nostra "memoria muscolare".


Una delle definizioni di memoria muscolare è "la capacità, acquisita attraverso la ripetizione frequente e costante di sequenze ed azioni, di eseguire le medesime azioni in maniera automatica riducendo al minimo il bisogno di essere vigili all’azione." (cit. scienzemotorie.com)


Ma tutto questo cosa c'entra con la velocità di esecuzione? Semplice: un movimento può essere veloce solo quando smettiamo di pensarlo, e iniziamo a realizzarlo d'istinto.


Purtroppo, questo stesso meccanismo di apprendimento vale sia per i movimenti corretti, sia per quelli errati... è per questo che si dice che quando si impara una cosa sbagliata, è davvero difficile correggerla!


Ecco perché diventa quindi fondamentale spiegare agli allievi che, all'inizio, eseguire una tecnica velocemente non è importante... Anzi, è assolutamente sbagliato!

Ci sono semplici suggerimenti che possono aiutarci ad insegnare una tecnica agli allievi, forzandoli a mantenere l'attenzione sui singoli movimenti, senza comunque far perdere l'entusiasmo:

  • spezzare la tecnica in sotto-movimenti semplici e lineari

  • far eseguire i singoli movimenti a comando. In questo modo, anche se naturalmente l'allievo tenderà ad aumentare la velocità, non comprometterà la "pulizia" della tecnica

  • passare gradualmente ad "accorpare" i movimenti (es. un comando, due movimenti).


abituarsi al contatto, al corso di JuJitsu tactical a Bologna

Ma quali sono le controindicazioni di questa metodologia? fondamentalmente 2: la prima è l rischio di frenare eccessivamente lo slancio degli allievi, mentre la seconda è quella di far passare il concetto di un movimento spezzato, e non uniforme (e ben sappiamo quanto in un'arte marziale come il Ju Jitsu la fluidità sia fondamentale).

Per il primo punto ci sono varie soluzioni: dalla capacità di leadership dell'istruttore, all'inventarsi giochi che tengano alto attenzione, morale e determinazione... Ma per la seconda, l'unico "antidoto" è l'istruttore: è imprescindibile che, ogni volta che si spezza una tecnica a fine didattico, venga sempre ricordato e mostrato agli allievi anche l'esecuzione corretta! Questo si può riassumere con l'inglesismo "lead by example", ossia "guida attraverso l'esempio": troppo spesso si vedono istruttori di arti marziali o discipline da combattimento che hanno perso la capacità di eseguire essi stessi le tecniche!

Una parte importantissima dell'apprendimento è il cosiddetto apprendimento osservazionale: come avviene per i bambini, che imparano i movimenti osservando gli adulti, così anche l'allievo tenderà sempre a imitare, in maniera inconscia, quello che vede fare al suo maestro; se un maestro non si allena (magari perché ritiene di non averne bisogno), se ha perso la capacità di eseguire una tecnica in maniera efficace.. allora indirettamente trasmetterà lentezza, insicurezza e errori ai suoi allievi.


Nei corsi di Ju Jitsu Tactical a Bologna affianchiamo sempre una parte di studio (lenta, pensata, basata sui dettagli) a una fase veloce e "pressante": per fissare gli schemi motori è necessario infatti studiarne prima i dettagli lentamente, e poi forzare il corpo a realizzarli in maniera inconscia. Come fare questo, però, lo vedremo un'altra volta.

Studio dello squilibrio sulla tecnica di Sasae al ju jitsu tactical bologna


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